giovedì 22 luglio 2010

ALASKA 2010 - In partenza per le terre estreme.





Che ti move o omo, ad abbandonare le proprie tue città, a lasciare parenti ed amici, ad andare in lochi lontani, per monti e per valli, se non la naturale bellezza del mondo?
LEONARDO DA VINCI

E così ci siamo un'altra volta, pronti a partire per l'ennesima avventura a cavallo dell'inseparabile "all black" a due ruote. Un'altra tappa, la terza, del viaggio-gioco "ai quattro cantoni del mondo" (dopo Patagonia e Tasmania), che questa volta mi porterà nelle selvagge terre d' Alaska, da sempre immaginate e sognate lungo il filo dei racconti di Jack London, delle epiche gesta della corsa all'oro e dei pionieri di inizio secolo.
Meno due alla partenza e come sempre la tensione è forte; la casa disseminata di bagagli che devono ancora trovare una sintesi: "la maglia in più la metto oppure no? Caspita, se carico tutta 'sta roba la bici neanche si muove...". E così via fino al momento in cui si gira la chiave, che allora il dado è tratto, e da lì in poi si è sulla strada.
Comunque la testa è già di là dell'oceano, ad immaginare luoghi e situazioni, e tutto quello che sarà.
Ma tanto per iniziare questo blog, aperto ufficialmente ieri sera con la qualificata consulenza degli amici viaggiatori Fili e Giangi, ecco a tutti i futuri "compagni di blog" qualche anticipazione sul percorso.
Domenica, dopo ca. 12 h. di volo arriverò ad Anchorage, unica vera e propria città dell'Alaska con i suoi 300.000 abitanti (ma non la capitale, che è invece Juneau - 30.000 ab. - dove arriverò in ferry a metà viaggio).
Qui passerò la giornata a sistemare bici e bagaglio, fare scorta di cibo e cercare tutto ciò che serve per far fronte ad eventuali incontri troppo ravvicinati con gli amici orsi.
Poi la mattina dopo alle 7, carico la bici in bus e mi aspettano 6 h. in corriera fino all'ingresso del Denali Park, nel cuore della wilderness alaskiana, dove andrò a zonzo in bici per un paio di giorni.
Da qui inizierò a pedalare verso sud-est per la mia traversata che grosso modo si può dividere in tre tratte (dare un occhio alle carte che ho allegato).
1- TRAVERSATA DELL'ALASKA : ca. 1.400 km. lungo le Highway che tagliano il territorio alaskiano - compreso anche un attraversamento di ca. 200 km. dello Yukon canadese - di cui la prima parte decisamente selvaggia lungo le 135 miglia sterrate della Denali Higway, con un solo punto d'appoggio a metà strada.
Questo tratto si conclude nel villaggio di Haines, dove termina l'Alaska continentale ed anche la strada che si interrompe davanti all'oceano.
2 - INSIDE PASSAGE : e qui inizia la parte più "turistica" del mio viaggio, in quanto mi farò scarrozzare per tre giorni dai traghetti dell'Alaskan Marin H.way che attraversano tutta la parte insulare a sud-est dell'Alaska passando tra isole e fiordi.
Primo tratto breve di ca. 6 h. da Haines a Juneau, la capitale raggiungibile solo via mare, dove mi fermerò una notte e poi via con un altro battello per più di 20 h. di navigazione fino a Prince Rupert, ormai nella British Columbia canadese.
Altra notte di sosta e poi ancora 15 h. di battello ("ma è un viaggio in bici o una crociera...?") fino a Port Hardy all'estremità nord della Vancouver Island - Canada.
3 - VANCOUVER ISLAND e SUNSHINE COAST: ca. 500 km. E così il nostro eroe con le gambe finalmente riposate (lo stomaco forse un pò meno) potrà riprendere a pedalare verso sud attraverso i boschi sconfinati della Vancouver Island, l'isola più grande del Nord America, per l'ultima parte del viaggio.
Arrivato a metà isola avrò due opzioni: continuare fino alla fine dell'isola a Victoria e da qui traghettare a Vancouver dove mi aspetta il volo di ritorno, oppure a Comox traghettare fino a Powell River sul continente canadese, e da qui segure la costa fino a Vancouver lungo la cosiddetta "Sunshine Coast".
Sono convinto che a quel punto del viaggio avrò già beccato talmente tanta acqua, che il nome "Sunshine Coast" eserciterà su di me un fascino irresistibile, anche se la saggezza popolare dice giustamente che non è tutt'oro quello che luccica....

Bene, così se a quel punto sarò riuscito a schivare orsi ghiottoni e lupi famelici, a non essere spolpato dai voracissimi "mussatti" alaskiani (ma su questo punto noi della laguna veneta vantiamo un'esperienza unica), a non liquefarmi tra le insistenti piogge artiche ed a non perdermi in qualche foresta sterminata, potrò finalmente salire sul mio volo di ritorno a casetta, carico di immagini, sensazioni ed esperienze.
Sarà sicuramente così, ed io spero lungo la strada (internet point permettendo) di avere la possibilità di trasmettervi il più possibile e condividere con voi tutte le meraviglie di quelle latitudini.
Ora stop che si fa su il bagaglio.
Un abbraccio a tutti ed a presto dalle pagine del blog.
Angeloinbici.

5 commenti:

  1. eccomi qua.quindi sono io il fortunato che ha l'onore di "sverginare" questo blog!!!
    appena ho aperto la pagina ho immediatamente pensato:"azz,che papiro che ha scritto angelo!"
    cosi,ho messo su "hard sun" di eddie vedder (mi sembrava il minimo) e ho cominciato a leggere.
    alaska...
    è stato anche grazie a te,prof,che mi sono avvicinato alla lettura di jack london,uno scrittore,certo,ma ancor di più un viaggiatore, un avventuriero,un sognatore.
    e così,a "il richiamo della foresta" sono seguiti altri sette o otto libri dello stesso autore.
    london l'alaska l'ha conosciuta bene,da cercatore d'oro,e l'ha descritta magnificamente,così come sean penn l'ha descritta altrettanto mirabilmente (con le immagini) nel film into the wild...
    e adesso,facendoci ciccare non poco,ti appresti ad andare a vedere quei luoghi così lontani dalle classiche rotte turistiche,posti sperduti,sconosciuti ai più,ma con un fascino e un carisma che sono certo tu saprai descrivere più che degnamente.
    azz....adesso sono io che sto scrivendo un papiro,e non mi sembra il caso.

    ti saluto con una citazione da zanna bianca,e ti auguro un viaggio stupendo.
    un abbraccio,a presto.
    giangi

    "Giustificava la propria esistenza,e la vita non può far niente di più grande:perché la vita tocca il culmine quando fa quello per cui è stata creata".

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  2. ebbene si eccoci pronti alla partenza. Mi consentirai di usare il plurale caro Angelo perchè anche l'altra sera in cui ci siamo visti assime a Giangi un brivido mi è corso lungo la schiena vedendo i preparativi..il materiale sparso per la casa..le piantine pronte..il meccanismo scatta in automatico..e lo spirito del viaggitore si mette in moto. Il tuo pronto per raccogliere tutto quanto ti si presenterà attorno..sensazioni, emozioni, odori, sapori, momenti belli e momenti difficili che come tu insegni aiutano a migliorare noi stessi rendendoci più completi..il nostro invece pronto ad ascoltare le tue parole per tuffarci in un mondo che ci sembra così lontano ma che grazie a te ci sembrerà di vivere giorno dopo giorno attraverso i tuoi racconti e le tue immagini..che portareanno anche noi "into the wild"..per cui..buon viaggio un abbraccio

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  3. Caro "sio"... ascolto Vasco alla radio e ti immagino pedalare con occhi spalancati verso l'orizzonte infinito dell'Alaska. Le emozioni di un viaggio non hanno prezzo, e tu l'hai scoperto e ormai come una droga non riesci a farne a meno. Un viaggio é vita, insancabile sete di vita, benzina per affrontare ogni splendido giorno che segue. La sera quando è ora di addormentarsi il corpo è invaso di colori, forme, foto indimenticabili nella mente, tutto ormai appartiene anche a te. Ogni giorno vissuto è nelle nostre cellule e ci cambia. Guarda con gli occhi più grandi che hai, ascolta con le orecchie più potenti che hai, mangia l'aria e tocca ogni cosa con le ma mani più grandi del mondo. Sono con te ogni giorno e aspetterò il tuo racconto, emozionante come ogni anno. Buon viaggio ssio, Laura

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  4. Ciao Angelo, incredibili le foto e quello che racconti.....buon viaggio!
    Guido e Antonella

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  5. ciao, quando arrivi a vancouver fai un giro nell'area dell'universita', visit ail museo antropologico e fai un giro nelle spiaggie che si affacciano nell'oceano. davide

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